Entra nel CNSU: vota ADI! Scrivi Giuseppe Montalbano!

13 05 2013

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Entra nel CNSU: vota ADI! Scrivi Giuseppe Montalbano per:

  • superamento del dottorato senza borsa;
  • affermazione della figura del dottorando come professionista in formazione e non come studente;
  • approvazione di una Carta dei Diritti dei Dottorandi,
  • valorizzazione del titolo di dottore di ricerca nelle imprese, nella scuola e nella pubblica amministrazione;
  • eliminazione del blocco alle assunzioni per i giovani ricercatori;
  • parità di diritti fra ricercatori precari e personale strutturato;
  • riforma del reclutamento dei ricercatori incentrata su una valutazione del merito e del lavoro svolto.

Cara collega, caro collega,

i prossimi 21 e 22 maggio si vota per il rinnovo dei rappresentanti al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), il più alto organo consultivo in cui studenti, dottorandi e specializzandi sottopongono pareri, avanzano proposte e formulano interrogazioni al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Entra con noi nel CNSU: porteremo la tua voce direttamente nelle istituzioni e insieme cercheremo di invertire il processo di smantellamento del sistema della formazione pubblica, del diritto allo studio e di ogni prospettiva per giovani ricercatori cui assistiamo in questo momento nel nostro Paese.

Fin dalla sua nascita, nel 1998, l’ADI, Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, in maniera indipendente e svincolata da ogni partito o lobby di potere, è in prima linea per la difesa e la valorizzazione del dottorato di ricerca, lavorando negli atenei e nei contesti istituzionali nazionali per promuoverne il ruolo e i diritti secondo un’idea di Università pubblica, inclusiva e laica.

Anche per questa tornata elettorale abbiamo scelto di candidarci al CNSU. Questo organo è senza dubbio uno strumento, sebbene limitato e non privo di contraddizioni, con cui proseguire e dare forza alle battaglie che sosteniamo da anni.

Aumento dell’importo minimo delle borse di dottorato, superamento del dottorato senza borsa, statuto dei diritti,misure pensionistiche adeguate, riforma delle procedure di reclutamento, valorizzazione del titolo: sono solo alcuni dei temi trattati negli ultimi anni dall’ADI, in varie occasioni di confronto con il Ministero rese possibili proprio dalla nostra presenza come rappresentanti al CNSU.

Rispetto ad alcune di queste battaglie abbiamo ottenuto vittorie significative: l’aumento di 240 euro al mese, per tutti i dottorandi borsisti, a partire da gennaio 2008 è sicuramente la più importante, ma non l’unica. In alcuni atenei siamo riusciti a far eliminare le tasse universitarie per i dottorandi senza borsa, così come abbiamo ottenuto l’inserimento dei rappresentanti di dottorandi e precari della ricerca in vari organi collegiali per la prima volta.

Sono ancora molti i provvedimenti che chiederemo con forza per rendere questo paese accogliente per i giovani ricercatori italiani:

  • il superamento totale del dottorato senza borsa;
  • l’affermazione della figura del dottorando considerato come professionista in formazione e non come studente;
  • l’approvazione di una Carta dei Diritti dei Dottorandi,
  • la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca nelle imprese, nella scuola e nella pubblica amministrazione;
  • l’eliminazione del blocco alle assunzioni per i giovani ricercatori;
  • la parità di diritti fra ricercatori precari e personale strutturato;
  • una riforma del reclutamento dei ricercatori incentrata su una valutazione del merito e del lavoro svolto.

Nei prossimi due anni vogliamo continuare a dare voce ai dottorandi e ai dottori di ricerca anche in una sede istituzionale come il CNSU. Per farlo, come sempre, potremo contare solo sull’impegno volontario di tanti attivisti e sul tuo sostegno in occasione del voto del 21 e 22 maggio. Sostenere e promuovere l’ADI nella tua università significa dare forza, tutti insieme, al nostro ruolo di dottorandi e di dottori di ricerca, come protagonisti della ricerca dentro e fuori l’accademia e come risorsa fondamentale per lo sviluppo del Paese.

Qui di seguito puoi trovare il nostro programma per le elezioni del 21 e 22 maggio, con i link per approfondire il lavoro già svolto nel CNSU e negli atenei in cui siamo presenti, insieme alle nostre indagini e iniziative nazionali.

Il 21 e 22 maggio entra con noi nel CNSU: vota ADI! Scrivi Giuseppe Montalbano!

Programma ADI per il CNSU: un nuovo dottorato e nuove prospettive per i giovani ricercatori in 4 mosse!

Scarica il PDF

1 – Un nuovo dottorato di ricerca: giovani ricercatori, TUTTI con borsa e diritti!

Occorre ripensare la figura del dottorando di ricerca fin nella sua definizione: bisogna smettere di considerare i dottorandi come studenti e riconoscere il loro grande apporto all’avanzamento della conoscenza e della ricerca. Bisogna riconoscerne la professionalità e la dignità di ricercatore in formazione. Si darebbe così finalmente compimento alla Carta europea dei ricercatori, adottata da tutti i rettori italiani il 7 Luglio 2005 a Camerino, che recita:

“Tutti i ricercatori che hanno abbracciato la carriera di ricercatore devono essere riconosciuti come professionisti ed essere trattati di conseguenza. Si dovrebbe cominciare nella fase iniziale della carriera, ossia subito dopo la laurea, indipendentemente dalla classificazione a livello nazionale (ad esempio, impiegato, studente post-laurea, dottorando, titolare di dottorato-borsista, funzionario pubblico)”

Per dare seguito a queste necessità noi proponiamo di trasformare il dottorato in un contratto a causa mista, che preveda sia formazione che lavoro, che non abbandoni nemmeno per un istante il diritto alla formazione e allo studio, ma che riconosca al dottorando il suo status di professionista, lavoratore della conoscenza, ricercatore in formazione.
In questo modo si renderebbero davvero compiuti alcuni diritti basilari e si porrebbe fine all’utilizzo del dottorato senza borsa, battaglia per noi prioritaria. Se il nostro obiettivo comunque resta quello di una riforma radicale dello status del dottorando come “early stage researcher” (come previsto dalla Carta Europea dei Ricercatori) nell’immediato vogliamo da subito mettere fine alla vergognosa tassazione universitaria per i dottorandi senza borsa.

2 – Più posti e più borse: ce lo chiede l’Europa!

Reintegrare i finanziamenti per il dottorato per arrivare agli standard europei – Come abbiamo rilevato nella nostra terza indagine annuale sul dottorato e il post-doc l’Italia è al fanalino di coda dell’Europa quanto ad ammontare delle borse di dottorato e a numero di posti banditi. Negli ultimi 5 anni gli effetti dei tagli di Tremonti e della riforma Gelmini sono stati catastrofici anche per il dottorato, con una contrazione del numero di borse bandite di circa il 25%. A questi dati si aggiunge l’aumento di posti senza borsa e in molti casi si tratta di dottorandi che non solo non percepiscono nessun sostegno economico ma pagano anche le tasse. Università come il Politecnico di Milano, Pavia, Roma Tor Vergata, hanno bandito per il XXVIII ciclo un numero di posti senza borsa superiore a quello di posti con borsa, operazione possibile soltanto in seguito alla Legge 240/2010 “Gelmini”.

Il confronto coi vicini europei è a dir poco imbarazzante. Considerando il numero di dottorandi ogni mille abitanti l’Italia è agli ultimissimi posti, con 0,6 dottorandi per mille abitanti, indietro anche rispetto a Paesi con gravi difficoltà economiche come la Grecia e il Portogallo.

Per l’importo della borsa di dottorato l’Italia ne esce anche peggio: considerato in rapporto al costo della vita il valore della borsa è ci circa 1.005 euro, lontana da Paesi scandinavi (tra i 1700 e 1800 euro) e indietro anche rispetto ai Paesi dell’Europa del sud.

Di fronte a questo quadro drammatico l’ADI chiedecon forza l’adeguamento degli standard del dottorato italiano a quelli europei sopratutto in termini di entità di risorse stanziate.

3 – Proposte per il post-doc: un futuro per i dottori di ricerca in Italia!

Contestualmente a riformare il dottorato di ricerca, bisogna adoperarsi per ridare un futuro ai dottorandi italiani: riaprire le porte delle università ai giovani, sbloccare il turn-over, ed elaborare un serio piano di reclutamento universitario. Alla luce della “riforma Gelmini” più che stravolgere un’altra volta completamente le regole per il reclutamento, occorre semplificarle.

È ormai evidente infatti che la formula “Assegno di Ricerca” – RTDa – RTDb non funziona, ha bloccato le università e non ha mai visto concretizzata la famosa Tenure-Track. Bisogna ripensare il post-dottorato, individuando una sola figura professionale: il Ricercatore a tempo determinato. In questa figura devono confluire le due tipologie attuali
“Assegno di ricerca” e “RTDa”. Una figura di ricercatore a tutti gli effetti, dipendente dell’università, equiparato in tutto e per tutto agli attuali ricercatori strutturati, ma con la sola differenza di un contratto a termine.

Questo contratto potrà dare una prospettiva, però, solo dopo il reintegro dei tagli odiosi portati dal Governo Berlusconi e confermati dai tecnici di Monti. Solo così i giovani ricercatori non saranno più condannati ad abbandonare l’Università e la Ricerca alla fine del loro contratto a termine.

4 – Valorizzare il dottorato dentro e fuori l’accademia!

L’ADI, sin dalla sua nascita, ha considerato tra i suoi obiettivi principali anche quello della  valorizzazione del titolo di dottore di ricerca non solo all’interno dell’istituzione universitaria, ma nella P.A. nel suo complesso e nel mondo delle imprese. Gli ultimi anni, invero, non ci hanno visti quali destinatari di misure che tendessero a tale scopo, svilendo in tal modo il titolo di per sé e le  professionalità acquisite nel corso dei tre anni di dottorato. Il dottorato di ricerca, dalla legge indicato come il più alto grado di formazione al quale poter accedere, ancora oggi sembra non vedersi riconosciuto il valore conseguente a tale definizione. I due ambiti specifici in cui questa asimmetria è più carica di conseguenze negative sono la  Pubblica Amministrazione e in particolare la Scuola.

Per quel che riguarda l’accesso all’insegnamento nella SCUOLA proponiamo:

  • Prevedere l’accesso diretto, in soprannumero, dei dottori di ricerca ai percorsi abilitanti, in primo luogo, in virtù dell’excursus contenutistico della normativa, che nelle iniziali bozze già prevedeva un accesso in esubero per chi avesse conseguito un dottorato di ricerca. In secondo luogo, perché sarebbe un efficace strumento per attrarre verso l’insegnamento secondario competenze molto elevate dal punto di vista della conoscenza disciplinare.
  • Considerare ai fini concorsuali il dottorato di ricerca come un titolo di studio e non come un titolo culturale generico. Un titolo, dunque, in grado di fornire delle competenze specifiche spendibili e da valorizzare. Non si riescono a comprendere infatti le ragioni per cui in tutte le altre sedi si equipari lo status dei dottorandi a quello degli studenti, mentre in sede concorsuale vediamo il titolo “relegato” a titolo culturale, pur essendo il risultato di un percorso di studio vero e proprio.
  • Considerare il settore scientifico disciplinare del dottorato (che quasi mai si discosta in modo sostanziale dagli studi fatti durante l’università), integrando con un numero non eccessivo di CFU le competenze già possedute, in materie metodologiche, in modo da consentire l’accesso alle classi di concorso attinenti al dottorato a prescindere dalla classe di laurea di provenienza.Il titolo di dottore di ricerca, infatti, se valutato quale titolo di studio, dovrebbe permettere l’accesso alle classi di concorso attinenti al dottorato conseguito, anche diverse da quelle della laurea.

Sul versante della Pubblica Amministrazione invece proponiamo:

  • innalzare la valutazione DI BASE del titolo di dottore di ricerca in quanto titolo di studio;
  • prevedere forme progressive di aumento dei punteggi, in relazione agli ambiti disciplinari nei quali si concorre;
  • prevedere la possibilità di accesso ai concorsi per ruoli dirigenziali con una congrua valutazione del titolo, sia in relazione al possesso in sé di esso, sia in relazione agli specifici ambiti (una soluzione potrebbe essere, per esempio, la previsione di posti riservati ai dottori di ricerca, in modo tale che al contempo si tuteli il diritto dei laureati a concorrere per ruoli dirigenziali, e si valorizzi il percorso di studi del dottore di ricerca, che diventa in tal modo figura di alto profilo nella P.A., avendo competenze e conoscenze specifiche di livello superiore).
  • eliminare la discrezionalità del dirigente di riferimento per la frequenza di un dottorato di ricerca per i dipendenti pubblici, magari limitando ad uno il numero di corsi di dottorato frequentabili nel servizio presso la stessa
  • amministrazione.
  • dare attuazione all’articolo 4, comma 7, della legge 3 luglio 1998, n. 210, che prevede che il Governo emani dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutabilità dei titoli di dottorato di ricerca, ai fini dell’ammissione a concorsi pubblici per attività di ricerca non universitaria;
  • intervenire sull’articolo 28 del D.Lgs. n. 165 del 2001 prevedendo che il dottorato di ricerca costituisca l’unica alternativa “esterna” (rispetto le ipotesi che prevedono l’accesso a quanti siano già dipendenti pubblici) per l’accesso ai ruoli dirigenziali nelle P.A., affianco agli specializzati medici e sanitari.




Rappresentanti dei Dottorandi e degli Assegnisti 2013-2014

22 02 2013

A seguito delle elezioni studentesche dello scorso dicembre, in cui la nostra associazione aveva presentato una lista di dottorandi candidati ai Consiglio di Dipartimento, riportiamo qui di seguito i risultati in termini di affluenza alle urne e nominativi dei dottorandi eletti.

Affluenza alle urne per facoltà e numero di voti

Facoltà Aventi diritto Votanti Affluenza
Agraria 44 11 25%
Economia 80 12 15%
Ingegneria 214 40 18,69%
Medicina 110 12 10,91%
Scienze 67 15 22,39%
Totale 515 90 17,48%

Rileviamo con soddisfazione che la partecipazione al voto è stata consistente, paragonabile a quella che tradizionalmente viene raggiunta per la componente studentesca. Per questo desideriamo ringraziare quanti hanno dedicato qualche minuto del proprio tempo per l’esercizio di questo diritto democratico che per la prima volta, per noi dottorandi, è stato riconosciuto nel nostro Ateneo.

Candidati ADI-Ancona eletti e numero di voti

Nome e Cognome Facoltà Dipartimento Preferenze
Deborah Bentivoglio Agraria D3A 9
Alma Piermattei Agraria D3A 2
Luca Paciello Ingegneria DII 15
Gilberto Taccari Ingegneria DII 11
Daniele Landi Ingegneria DIISM 7
Mariano Pierantozzi Ingegneria DIISM 5
Cristina Cianca Ingegneria SIMAU 9
Martina Santinelli Ingegneria SIMAU 12
Beatrice Landi Medicina DISCO 5
Emanuela Mensà Medicina DMSC 3
Viviana Fonti Scienze DISVA 15

I nuovi rappresentanti nei Consigli di Dipartimento hanno già iniziato la loro attività, pertanto invitiamo i colleghi a contattarli direttamente per questioni inerenti ai propri Dipartimenti. Comunichiamo inoltre che si sono da poco concluse le procedure di votazione per la rappresentanza nel Consiglio di Facoltà di Ingegneria, nel quale per la prima volta siederà un rappresentante dei dottorandi, Martina Santinelli.





Elezioni per le rappresentanze dei Dottorandi nei Consigli di Dipartimento, 5-6 dicembre

3 12 2012

elezioni dottorandiIl 5 ed il 6 dicembre si terranno nel nostro Ateneo le elezioni per le rappresentanze dei dottorandi nei Consigli di Dipartimento. La nostra Associazione ha presentato una lista con candidati nei Dipartimenti di  4 Facoltà (Agraria, Ingegneria, Medicina, Scienze).

Queste elezioni sono la prima occasione per noi dottorandi di esprimerci esercitando un democratico diritto di voto. Come associazione abbiamo lavorato a lungo per ottenere questo diritto fino ad oggi negato, pertanto desideriamo invitare tutti i dottorandi a partecipare al voto. Un’ampia partecipazione alle elezioni rappresenterebbe anche un deciso segnale di interesse rivolto alle istituzioni universitarie.

Di seguito l’elenco dei candidati per la Lista 1 – “ADI-ANCONA”:

FACOLTA’ DI AGRARIA

• PIERMATTEI ALMA
• BENTIVOGLIO DEBORAH

FACOLTA’ DI INGEGNERIA
DII – Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
• PACIELLO LUCA
• TACCARI GILBERTO

SIMAU – Dipartimento di Scienze e Ingegneria della Materia, dell’Ambiente ed Urbanistica
• CIANCA CRISTINA
• SANTINELLI MARTINA

DIISM – Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche
• LANDI DANIELE
• PIERANTOZZI MARIANO

FACOLTA’ DI MEDICINA (*)
• MENSA’ EMANUELA (curriculum Medicina, Prevenzione e Perinatologia)
• LANDI BEATRICE (curriculum Neuroscienze)
• BATTISTONI GIOVANNA (curriculum Scienze Mediche e Specialistiche)
(*) Per la Facoltà di Medicina i candidati selezioneranno il dipartimento di afferenza dopo l’elezione, in quanto i corsi di dottorato possono afferire a più dipartimenti.

FACOLTA’ DI SCIENZE
• FONTI VIVIANA

Le elezioni si terranno il 5 dicembre (dalle 9:00 alle 18:00) ed il 6 dicembre (dalle 9:00 alle 15:00) presso i seggi collocati in ciascuna Facoltà. L’elettorato attivo è riservato a tutti i dottorandi che al momento della votazione risultino regolarmente iscritti ad un Corso di Dottorato. Per il voto è necessario mostrare un documento di riconoscimento munito di fotografia.





Dottorandi nei Consigli di Dipartimento: candidati cercasi!

17 10 2012

elezioni dottorandiAi Dottorandi di Ricerca dell’Università Politecnica delle Marche 

e p.c. ai Direttori di Dipartimento

Car* collega,

grazie anche all’impegno di ADI-Ancona, tra poche settimane si terranno delle elezioni per individuare le rappresentanze dei Dottorandi di Ricerca in tutti i Consigli di Dipartimento.

È la prima volta che noi Dottorandi di Ricerca possiamo partecipare alla vita politica dell’istituzione universitaria e dire la nostra anche in merito a decisioni che ci riguardano direttamente. È un’occasione importantissima per esprimere le nostre idee ed il nostro punto di vista – cercando di contribuire a risolvere alcuni degli annosi problemi che affliggono il Dottorato di Ricerca in UNIVPM.

Il Regolamento prevede almeno un rappresentante dei dottorandi in ogni Consiglio di Dipartimento, e dispone che i candidati afferiscano ad una lista di riferimento, come previsto per gli studenti.

Come associazione che si propone di rappresentare le istanze dei Dottorandi di Ricerca in tutte le istituzioni universitarie, ADI-Ancona ha deciso di presentare una propria lista.

Ricordiamo che la nostra è una associazione a-politica che ha come principale obiettivo quello di tutelare i diritti dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca, in particolare promuovendo il libero scambio di idee all’interno dell’Università, la trasparenza nei meccanismi decisionali e la valorizzazione del titolo di Dottore di Ricerca.

Se anche tu condividi i nostri principi, e desideri aiutarci a difenderli candidandoti nella nostra lista, ti invitiamo a rispondere a questa mail entro domenica 21 ottobre. Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto!

Per ulteriori informazioni, domande, chiarimenti ti invitiamo a scriverci all’indirizzo ancona@dottorato.it, oppure a contattarci al numero  071-2204372.





Sesta ConfSL: il software libero italiano in conferenza ad Ancona il 22 e il 23 giugno

14 06 2012

Logo CONFSL 2012La Sesta Conferenza Italiana sul Software Libero (ConfSL) si terrà ad Ancona il 22 e il 23 giugno presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche (http://www.confsl.org). L’appuntamento annuale – il sesto dopo quelli di Cosenza, Trento, Bologna, Cagliari e Milano – riunisce in conferenza tutte le anime del mercato italiano del software libero: dai volontari delle comunità, al mondo della scuola e dell’università, alle aziende pubbliche e private.

I temi che verranno dibattuti durante le sessioni della ConfSL 2012 sono: il software libero per le aziende, per le università e per la ricerca, la qualità del software, open data e open government, e green IT. I keynote saranno tenuti da Stefano Zacchiroli, leader della comunità mondiale Debian, e Tristan Nitot, portavoce di Mozilla in Europa. Non mancheranno interventi di protagonisti del Software Libero in Italia come Angelo Raffaele Meo, Renzo Davoli, Alessandro Rubini e Flavia Marzano.

“Il software libero è ormai entrato in tutti i settori economici, dove rappresenta un modo completamente nuovo di introdurre l’innovazione, nel rispetto dei principi etici e di una sana competizione  che si traducono in un maggior numero di opportunità per le aziende locali e per i giovani”, afferma Luca Ferroni, coordinatore del comitato organizzatore.

La ConfSL sarà preceduta da una giornata di incontri della comunità del software libero impostata come un’assemblea: sarà un’occasione di sintesi dei dati attuali rispetto alla distribuzione territoriale e tematica dei gruppi, e di approfondimento in gruppi di lavoro su temi specifici: scuola, proposte di legge, open knowledge, comunicazione e servizi, e formati aperti.

Patrocini: Università Politecnica delle Marche, Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Ancona
Sponsor: Mozilla Foundation, FLOSSLAB, ISOTYPE, SPES scpa
Media Partner: LegaCOOP, Linux PRO, The Document Foundation
Partner Organizzatori: Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione – Università Politecnica delle Marche, ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca italiani, FLOSS Marche, Ditta individuale Luca Ferroni – progetti beFair, Assoli – Associazione italiana per il Software Libero, Associazione culturale Hacklab Cosenza, GULCH – Gruppo utenti Linux Cagliari, Cooperativa sociale Mosaico.





Il 16 Giugno in piazza con “La meglio gioventù”

13 06 2012

ImmagineMa quando arrivano i diritti? Il 16 Giugno in piazza con “La meglio gioventù” 

La riforma Fornero aumenta le aliquote ma si dimentica dei diritti di dottorandi e precari della ricerca.

Da tempo il Ministro Fornero e il Presidente del Consiglio Monti presentano la riforma del lavoro come un provvedimento volto a migliorare le condizioni dei giovani, ad aprire le porte del welfare alle nuove generazioni e a metter finalmente fine agli abusi del precariato. Noi ci chiediamo di quale riforma stiano parlando. Con la riforma attualmente in discussione in Parlamento per dottorandi e precari della ricerca nulla cambierà in meglio. L’unico cambiamento sarà un aumento dell’aliquota previdenziale con una conseguente diminuzione degli importi di borse di dottorato e assegni di ricerca.

L’aliquota INPS infatti, passerà dal 26 al 33%. Questo comporterà, essendo le retribuzioni fissate dal ministero, una diminuzione degli importi che abbiamo calcolato essere a regime di:

- per i dottorandi 273 euro in meno all’anno;
- per gli assegnisti di ricerca 387 euro in meno all’anno (ad aumentare con il crescere degli importi).

Per quanto ragionevole, e forse auspicabile, possa essere l’aumento dell’aliquota previdenziale, scollata da provvedimenti di innalzamento degli importi minimi, avrà come conseguenza solo l’impoverimento delle figure più deboli dell’Università.

Oltre a colpire le persone che ricoprono questi ruoli , la riforma metterà in difficoltà anche l’istituzione universitaria, dato che i contributi sono versati per due terzi dagli atenei. La conseguenza sarà che per attivare un dottorato i dipartimenti dovranno stanziare 1.638 euro in più e per attivare un assegno di ricerca 775 euro in più all’anno. In uno scenario generale di definanziamento, non si potrà che assistere a un’ulteriore diminuzione dei posti di dottorato e degli assegni di ricerca, come abbiamo già denunciato in una nostra recente indagine. Occorre dunque da subito programmare un investimento maggiore sull’università.

La riforma, inoltre, esclude completamente il precariato universitario (e pubblico in generale) da tutti gli ammortizzatori sociali. Si è tanto sbandierato che l’ASPI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) sarebbe stata universale ed invece esclude tutti i tipi di contratti di collaborazione (Assegni di ricerca nel nostro specifico). Anche dal famoso contributo “Una Tantum”, più un’ elemosina (difficilissima da ottenere) che un ammortizzatore sociale, saremo … indovinate un po’?
Esclusi, come prima e come sempre.

I precari della ricerca saranno esclusi anche da quella che il Governo ha chiamato lotta severa contro gli abusi contrattuali, che in realtà comunque si configura come una misura assolutamente inefficace. Nelle norme c’è scritto che se i contratti di collaborazione (contratto a progetto per l’ambito privato, co.co.pro.) prevedono mansioni simili a quelle dei lavoratori subordinati, saranno da considerarsi illegittimi. Bene, per i co.co.co del pubblico (a cui sono assimilati gli assegni di ricerca) tutto questo non varrà. Continueremo a fare il lavoro da ricercatori, come i ricercatori, senza tutele, travestiti da finti collaboratori senza orario di lavoro e con piena autonomia di gestione.

In altri paesi europei, il dottorato è considerato un lavoro, con tutele e diritti, ammortizzatori sociali. In Italia no, e nemmeno gli assegnisti hanno diritto a queste tutele. Così, ci troviamo nel paradosso di sorreggere con il nostro impegno le università, senza che alcun diritto ci venga riconosciuto. Abbiamo elaborato insieme al comitato “il nostro tempo adesso” proposte migliori di quelle del governo. Proposte che parlano di welfare universale, di diminuzione dei contratti precari, di lotta alle finte collaborazioni, di una previdenza dignitosa. Per questo saremo in piazza anche noi il 16 Giugno a Roma. 





Indennità una tantum 2012: chiarimenti

5 05 2012

Con il messaggio n. 6762 del 19 aprile, l’INPS ha fornito alcuni importanti chiarimenti in ordine all’indennità una tantum prevista per i co.co.pro., prevista dall’articolo 6, comma 1, lettera c), decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14.

L’INPS ha infatti confermato i requisiti della monocommittenza (con riferimento all’ultimo rapporto di lavoro), il dato reddituale riferito all’anno precedente, l’accredito contributivo di almeno una mensilità nell’anno di riferimento e di almeno tre mensilità nell’anno precedente e l’assenza di contratto di lavoro da almeno due mesi (condizione che deve, comunque, persistere al momento della presentazione della domanda di prestazione).

Tuttavia, con riferimento al tipo di rapporto lavorativo, viene precisato che i beneficiari sono solo i soggetti che abbiano stipulato un regolare contratto di lavoro a progetto (c.d. co.co.pro. art.61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e ss.mm.).

Vengono di conseguenza espressamente escluse dalla fruizione del beneficio tutte le collaborazioni con le Pubbliche Amministrazioni regolate da tipologie contrattuali diverse dal co.co.pro. quali gli assegnisti di ricerca e i dottorandi di ricerca con borsa di studio.

(fonte: sito nazionale dell’ADI www.dottorato.it)








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