Audizione ADI in Commissione Statuto

14 06 2011

Il 10 Giugno scorso la nostra associazione è stata convocata ad un’audizione presso la Commissione  Statuto dell’Università Politecnica delle Marche, insieme a Rete 29 Aprile e ad alcune delle maggiori sigle sindacali.

La Commissione Statuto è l’organo a cui è stato affidato il compito di revisionare lo statuto dell’Università in modo da adeguarlo alla nuova legge 240/2010 (Gelmini).

La Commissione è composta da rappresentanti di tutte le categorie di lavoratori dell’Università, ad eccezione dei precari della ricerca: dottorandi ed assegnisti di ricerca. Per tale motivo abbiamo chiesto innanzitutto che ci venisse data la possibilità di partecipare (il più attivamente possibile) alle prossime sedute della Commissione, come già avviene in altre sedi (Pisa, Bari e Padova).

Pur avendo apertamente criticato la Legge Gelmini, riteniamo che quello della revisione dello Statuto sia un momento di grande importanza, in quanto occasione per ripensare l’Università a livello locale, appianando i punti maggiormente controversi della legge, e per stabilire moderni principi di democrazia estesa, pari opportunità e pari dignità.

Di seguito una sintesi delle nostre richieste, che ritrovate anche nel documento che abbiamo presentato e consegnato alla Commissione [Audizione in commissione statuto, pdf]:

Dottorandi ed assegnisti di ricerca contribuiscono al perseguimento dei fini istituzionali dell’Ateneo, lo statuto dovrebbe quindi prevedere una definizione di queste due categorie e che il loro contributo venga riconosciuto, attraverso l’adozione dello “Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti universitari” e della  “Carta europea dei ricercatori e il Codice di condotta per la loro assunzione” .

– Nonostante rappresentino un’elevata percentuale di personale coinvolto nella ricerca, dottorandi ed assegnisti non sono presenti in nessuno degli organi istituzionali dell’università.   Lo Statuto dovrebbe quindi prevedere, oltre alla partecipazione al voto per l’elezione del Rettore, di inserire nello statuto una rappresentanza di dottorandi ed assegnisti nei seguenti organi, come già avviene in altre realtà universitarie, tra cui Venezia, Bari, Padova, Cagliari: Senato accademico,  Consigli di Dipartimento, Consigli delle Scuole di Dottorato e Consigli delle strutture di raccordo interdipartimentali.

– La Riforma Gelmini lascia spazio ad un’interpretazione pericolosa: che gli Atenei possano bandire un numero arbitrario di posti di Dottorato senza borsa. Per questi motivi abbiamo chiesto che lo Statuto preveda limiti precisi alla pratica del dottorato senza borsa e ne riconosca il carattere di eccezionalità. Anche per tutelare i dottorandi senza borsa, Statuto dovrebbe regolare eventuali spettanze per attività svolte per conto terzi per assegnisti e dottorandi.

– Lo Statuto dovrebbe impegnare l’Università alla valorizzazione del titolo di Dottore di Ricerca, promuovendo l’inserimento lavorativo per i Dottori di Ricerca, così come già avviene per i laureati.

– Da ultimo, abbiamo chiesto che l’Università Politecnica delle Marche garantisca i principi dell’accesso pieno e aperto alla letteratura scientifica e promuova la libera disseminazione in rete dei risultati delle ricerche prodotte in ateneo, per assicurarne la più ampia diffusione possibile e  garantire accesso pieno e aperto ai prodotti della ricerca scientifica, incentivandone il deposito nell’archivio istituzionale e la comunicazione al pubblico.

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