Verità per Giulio Regeni

13 04 2016

verità per giulio regeni - rettorato univpm

 

 

Amnesty International Ancona ed ADI-Ancona, la sede locale dell’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, rilanciano l’appello perché non cali il silenzio sulla morte di Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto.

Con la collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche e con l’adesione del Consiglio Studentesco, sulla facciata del Rettorato in piazza Roma venerdì è stato esposto uno striscione giallo con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, donato dal gruppo Amnesty International di Ancona.

Giulio Regeni era un ricercatore, che ha fatto della ricerca della conoscenza la propria stella polare. In quel Paese che ha visto la primavera soffocata da un golpe militare, Giulio è arrivato dopo un viaggio dalle molteplici tappe, sempre all’insegna di quelle due spinte – ricerca della conoscenza e passione politica – che, profondamente intrecciate, hanno plasmato il suo percorso. Dottorando in Commercio e sviluppo internazionale presso l’Università di Cambridge, Giulio ha studiato i cambiamenti socio-economici nell’Egitto post-Mubarak e il suo desiderio di conoscere di persona, di osservare sul campo quelle trasformazioni, lo hanno portato al Cairo presso l’American University.

Con il suo lavoro di ricerca Giulio ha documentato le forme di repressione con cui il regime militare sta cercando di stroncare scioperi e mobilitazioni, l’esplosione di centinaia di proteste sui luoghi di lavoro, segno di una conflittualità ancora non domata, ed i tentativi di riorganizzazione del movimento dei sindacati indipendenti.

Non sappiamo ancora se Giulio sia morto per aver raccontato tutto questo, ma sappiamo che è necessario collocare il suo omicidio nel contesto della negazione sistematica dei diritti umani in Egitto.

I dati forniti dal Centro El Nadeem per la riabilitazione delle vittime della violenza e della tortura, una delle più autorevoli organizzazioni per i diritti umani egiziane, attiva dal 1993 e di cui il ministero della Salute ha ordinato recentemente la chiusura, ci dicono che l’omicidio di Giulio Regeni non è affatto un caso isolato.

Secondo El Nadeem, nel 2015 vi sono stati 464 casi di sparizione forzata e 1176 casi di tortura, quasi 500 dei quali con esito mortale. Quest’anno, nel solo mese di febbraio, i casi di tortura sono stati 88, otto dei quali con esito mortale.

Noi chiediamo con forza che il Governo italiano continui a fare tutto il possibile per scoprire la verità sulla morte di Giulio Regeni, per lui e per tutti i cittadini egiziani che hanno subito o che stanno rischiando la sua stessa sorte, nonostante gli intollerabili e persistenti tentativi di insabbiamento da parte delle autorità egiziane, nonostante le loro reticenze ed il loro ostruzionismo, nonostante i potenti interessi economici in ballo.

Ancona, 13 aprile 2016

Amnesty International Ancona

ADI-Ancona





Firma anche tu la petizione per l’indennità di disoccupazione!

14 05 2015

changeAssegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borse di studio rivendicano il diritto all’indennità di disoccupazione DIS-COLL.  Chiediamo al nostro paese di riconoscere il nostro lavoro e i nostri diritti.  Leggi e firma anche tu il testo della petizione a questo indirizzo. Siamo già a più di 5600 firme!

 





Indennità di disoccupazione a dottorandi ed assegnisti

10 05 2015

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Il D.Lgs n. 22 del 4 marzo 2015, sul riordino degli ammortizzatori sociali, ha disposto una nuova indennità di disoccupazione per i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata, la cosiddetta DIS-COLL.

Essa ha come destinatari i “collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – con esclusione degli amministratori e dei sindaci – iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione”.

 

Questa formula, piuttosto ampia, non chiarisce un dato fondamentale: questo provvedimento si estende anche ai dottorandi con borsa e agli assegnisti di ricerca? Tali figure, infatti, hanno l’obbligo di versare contributi previdenziali presso la Gestione separata INPS, pagando un’aliquota contributiva del 30% sul loro reddito annuo. Esse ricadono nella categoria dei “lavoratori parasubordinati” e per le peculiari caratteristiche delle attività da loro svolte appaiono pienamente assimilabili ai collaboratori coordinati e continuativi, ovvero a progetto.

Riteniamo pertanto che dottorandi con borsa e assegnisti di ricerca debbano essere necessariamente ricompresi nell’ambito di intervento della DIS-COLL.

Nelle settimane immediatamente successive l’approvazione del decreto legislativo l’ADI si è attivata, attraverso le sedi di Pisa, Bari, Lecce, Padova, Roma e Palermo con una raccolta firme su base locale finalizzata a ottenere dalle rispettive sedi territoriali INPS incontri volti ad affrontare il nodo centrale dell’estensione della DIS-COLL.

Il dialogo instaurato con alcuni dirigenti locali sembra però essersi fermato, soprattutto dopo la pubblicazione della circolare INPS del 27 aprile scorso che, riportando tal quale la dicitura del decreto, decide in sostanza di non decidere.

 

Riteniamo molto grave questa situazione. Le conseguenze dell’ambiguità di fondo sulla questione dell’estensione della platea dei beneficiari della DIS-COLL consistono nel rischio concreto di un’irresponsabile riedizione della vicenda dell’“UNA TANTUM”, quando all’incertezza normativa seguì una condotta diversa e disomogenea da parte delle sedi territoriali dell’INPS che si risolse, infine, nella mannaia delle restituzioni dell’indennità di disoccupazione percepite da centinaia di colleghi. Scusate, ci eravamo sbagliati!

L’ADI ritiene inaccettabile questo scarica-barile, specie perché giocato sulla pelle delle figure più deboli e meno protette. Stiamo parlando di poco più di 60 mila persone!

Abbiamo dunque deciso di riprendere con maggior forza il nostro impegno, lanciando la campagna nazionale “Vengo anch’io, no tu no!”, che si articolerà in diverse iniziative.

La prima azione immediata riguarda l’invio di fax e PEC al maggior numero possibile di sedi INPS, al fine di sollecitarle a prendere una posizione definitiva. Seguiranno altre azioni, con cui daremo rappresentazione alle nostre istanze e porteremo la nostra rivendicazione: estensione ai dottorandi senza borsa e agli assegnisti di ricerca dei benefici della DIS-COLL!

 

Non ci fermeremo fino a che non avremo raggiunto il nostro obiettivo: a tutti i colleghi, dottorandi, assegnisti e ricercatori non strutturati lanciamo da subito l’appello a partecipare a una grande assemblea pubblica che si terrà a Bari a metà giugno.  





Vittoria! Abolita la “tassa sul talento”

12 06 2014

Tasse_cancellateDopo mesi di lettere, petizioni, indagini approfondite sulla situazione nelle altre università italiane e sul parere di chi lavora all’università, il costante impegno di ADI Ancona è stato premiato. Il 10 giugno scorso, infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’Università Politecnica delle Marche ha finalmente accettato le nostre richieste ed ufficializzato la completa abolizione della “tassa sul talento”, l’odioso contributo di 1051,38 euro imposto ai dottorandi.

ADI Ancona esprime forte soddisfazione per questo risultato, che speriamo possa costituire l’inizio di una nuova strategia per il Dottorato di Ricerca, e porti ad una maggiore attenzione verso le esigenze dei giovani ricercatori, nel nostro e in tutti gli atenei d’Italia.

Le questioni aperte sono ancora molte, a partire dal trattamento differenziato per i dottorandi non borsisti, che continueranno a pagare un contributo per l’iscrizione, sia pure ridotto e reso proporzionale al reddito attraverso il parametro ISEE. Il superamento del dottorato senza borsa, attraverso la copertura economica – chiaramente indicata nel bando – con borse regionali o assegni potrebbe rappresentare la soluzione a questo annoso problema.

ADI Ancona ringrazia il Rettore, Prof. Sauro Longhi, per la sensibilità dimostrata verso le nostre istanze, e tutti i membri del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Ringraziamo inoltre i docenti che hanno appoggiato, anche privatamente, le nostre proposte. Infine, un enorme grazie anche a tutti i colleghi e alle associazioni studentesche che ci hanno aiutato e sostenuto, attraverso i loro rappresentanti negli organi istituzionali, nel corso di questa battaglia.

ADI Ancona continuerà a impegnarsi presso l’amministrazione universitaria, con l’obiettivo di valorizzare il Dottorato di Ricerca dentro e fuori l’università, e di migliorare le condizioni lavorative di tutti i giovani ricercatori.

«Il valore di precedente di questo grande risultato di ADI Ancona rappresenta un’arma in più per fermare la diffusione della piaga della tassazione sui borsisti e per imprimere una potente accelerazione al processo di abolizione di ogni tassa sul Dottorato» ha commentato Antonio Bonatesta, Segretario nazionale ADI.





Ancona, l’ennesimo NO alle tasse sul dottorato

30 05 2014

Consensi altissimi per ADI Ancona e la sua lista

 

ADI Ancona ha trasformato le ultime elezioni studentesche in un referendum contro la tassazione sul dottorato di ricerca, ed ha vinto la sua battaglia. La lista dei dottorandi ha infatti  ottenuto un risultato straordinario, portando al voto quasi il 26% degli aventi diritto, pur essendo sicura vincitrice come lista unica dei dottorandi. Si sono recati alle urne 105 elettori su 407, pari al 25.8%, una percentuale superiore del 4.5% a quella degli studenti e dell’8.32% rispetto a quanto ottenuto 2 anni fa.

ADI Ancona ha così ricevuto un fortissimo mandato ad affrontare la questione più spinosa che grava sul dottorato di ricerca: quella della “tassa sul talento”, il contributo obbligatorio per l’iscrizione da parte dei dottorandi, pari a 1051.38 €.

Dai risultati preliminari della Quarta Indagine Annuale ADI sul Dottorato di Ricerca, risulta che l’Università Politecnica delle Marche è nella fascia più alta relativamente al contributo richiesto ai dottorandi, classificandosi nel 20% degli atenei con la tassazione media più alta. Grazie a questo pessimo dato, la Regione Marche è tra le tre regioni peggiori in cui svolgere un dottorato di ricerca, relativamente al contributo annuale richiesto ai giovani ricercatori. Inoltre, tra i sette atenei italiani che prevedono la tassazione sui dottorandi borsisti, l’Università Politecnica delle Marche è quella con la tassazione media più alta e non prevede un contributo progressivo in base al reddito.

ADI-Ancona torna a denunciare con forza gli effetti negativi che questa decisione sta già producendo sull’Ateneo. Perseguendo la politica paradossale per cui gli studenti meritevoli, che intendono proseguire il proprio percorso di studi per qualificarsi nella ricerca, sono costretti a rinunciare ad una mensilità della loro borsa, l’Università Politecnica delle Marche rischia di:

  • perdere i suoi migliori studenti, che sceglieranno di proseguire la loro carriera negli studi in atenei che offrono loro un trattamento economico migliore o, nel caso peggiore, addirittura all’estero;
  • demotivare i giovani ricercatori e far aumentare la percentuale di coloro che scelgono di abbandonare il dottorato di ricerca per un lavoro meglio retribuito;
  • scoraggiare i meno abbienti a proseguire negli studi, in violazione del dettato costituzionale.

Negli ultimi mesi ADI Ancona ha instaurato un positivo confronto con il Rettore, prof. Sauro Longhi che, consapevole del problema, ha deciso la sospensione provvisoria della seconda rata di tasse (pari a 601 €) per tutti i dottorandi dell’Università Politecnica delle Marche. Ma questo non è sufficiente: ADI Ancona chiede che l’Ateneo impegni meno dello 0,3% del proprio bilancio per abolire definitivamente la tassazione sui Dottorandi di Ricerca. Per l’Ateneo si tratta di rinunciare ad una piccola entrata aggiuntiva, per entrare nel ristretto club dei migliori atenei d’Italia in cui un giovane ricercatore possa costruire la sua carriera.

ADI Ancona chiede quindi al Rettore e all’amministrazione universitaria un ultimo sforzo. Il piccolo sacrificio che oggi chiediamo al bilancio può produrre grandi e importantissimi risultati per il nostro Ateneo in futuro, in termini di attrattività per i giovani ricercatori e di qualità della ricerca, parametri decisivi anche per ottenere maggiori finanziamenti dal Ministero.
Basta un ultimo passo, un ultimo, piccolo, atto di coraggio, e siamo convinti che il Rettore non potrà che darci ascolto. D’altronde i cuori coraggiosi fanno sempre la scelta giusta.





Lettera al Rettore

29 04 2014

Ancona, 8 aprile 2014

Al Magnifico Rettore

dell’Università Politecnica delle Marche

Oggetto: Richiesta di incontro

Magnifico Rettore,

ADI-Ancona, sede locale dell’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, le chiede di fissare un appuntamento per discutere dei seguenti temi:

  • Contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca del XV e XVI ciclo;
  • Problematiche relative alle borse EUREKA e cofinanziate;
  • Rappresentanza degli assegnisti di ricerca nei consigli di dipartimento.

Le anticipiamo qui di seguito quanto intendiamo discutere con lei.

 

Contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato

Innanzitutto vorremmo ringraziarla per la sospensione della seconda rata del contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi per i dottorandi del XV ciclo. A questo ottimo primo passo, vorremmo che seguisse la completa abolizione del contributo per gli anni successivi al primo, e un concreto impegno sul rimborso della prima rata del contributo.

Vorremmo discutere con lei anche del bando per l’accesso ai corsi di dottorato del XVI ciclo; vorremmo proporle l’esenzione esplicita dal contributo per i dottorandi borsisti e non borsisti, così come avviene in altre università italiane.

 

Problematiche relative a borse EUREKA e borse cofinanziate

Diversi dottorandi del primo anno ci hanno segnalato criticità relative alle borse EUREKA. In particolare, alcuni di loro lamentano difficoltà a svolgere la propria attività di ricerca, in quanto le aziende richiedono loro di svolgere mansioni del tutto estranee al percorso di ricerca indicato nel bando. Ci piacerebbe discutere con lei di modalità di controllo per affrontare e prevenire questi problemi, tenendo conto che, a seguito dell’attivazione dell’anagrafe nazionale dei dottorati di ricerca, le pubblicazioni costituiranno uno dei criteri di valutazione ex-post dei corsi di dottorato.

 

Rappresentanza degli assegnisti

In vari consigli di dipartimento, la nomina del rappresentante degli assegnisti è resa difficoltosa dal regolamento d’ateneo, estremamente stringente su questo punto. Sarebbe opportuno rivedere le norme circa la nomina del rappresentante degli assegnisti, per renderle più flessibili ed adeguarle alle pratiche di nomina in uso nella maggioranza dei dipartimenti.

 

In attesa di un suo riscontro,

Le porgiamo i più cordiali saluti.

 

[per scaricare questa lettera in formato pdf, clicca qui.]





I docenti sul contributo: ingiusto ed esoso

3 12 2013

In questo articolo, ADI Ancona presenta i risultati del questionario rivolto a tutti i docenti dell’Università Politecnica delle Marche sulla contribuzione per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato, dovuta dai dottorandi del XV ciclo e successivi. Il questionario è stato concepito per essere compilato in forma totalmente anonima, e comprendeva 10 domande a risposta chiusa. Una casella di testo libero, posta al termine del questionario, permetteva ai docenti di bacchettaesprimere in maniera articolata il loro pensiero sui temi oggetto dell’indagine.

I principali obiettivi del questionario erano due:

  1. Conoscere il parere dei docenti riguardo la decisione dell’ateneo sul contributo;

  2. Analizzare il grado di conoscenza della problematica relativa alla contribuzione per l’iscrizione ai corsi di dottorato da parte del personale docente.

Sono stati compilati ben 132 questionari, per una percentuale di risposta pari al 24.54% del personale strutturato. ADI Ancona ritiene che questa partecipazione sia indice di un netto interesse per il tema dell’indagine da parte del personale docente dell’ateneo. A testimonianza dell’attenzione riservata al tema, il 20% dei rispondenti ha deciso di esprimere per esteso la propria opinione attraverso la casella di testo libero posta alla conclusione del questionario.

Il rapporto esteso sui risultati del questionario (24 pagine) è scaricabile in formato pdf.

Qui di seguito ADI Ancona riassume brevemente i risultati dell’indagine; in un successivo articolo risponderemo ad alcuni dei commenti più interessanti pervenuti dai docenti. In base a questi risultati ed ai commenti, ADI Ancona imposterà una propria linea di azione per sensibilizzare il personale dell’ateneo e l’opinione pubblica sul problema.

Sommario dei risultati

  • l’88% dei docenti ritiene che il contributo richiesto non sia commisurato ai servizi che l’ateneo offre ai dottorandi;

  • il 72% dei docenti ritiene che non sia giusto chiedere un contributo per l’iscrizione ai dottorandi nemmeno in linea di principio, un altro 20%, pur ritenendo il contributo giustificato in linea di principio, lo fisserebbe ad una somma più bassa dell’attuale;

  • La quasi totalità dei docenti non ritiene utile o desiderabile un trattamento diverso tra dottorandi borsisti e non borsisti. Per quanto riguarda questi ultimi, ADI Ancona ritiene che sia necessario operare una distinzione tra non borsisti che non percepiscono alcun reddito e non borsisti in aspettativa dal pubblico impiego; per questi ultimi, in linea di principio, dovrebbe essere prevista una contribuzione adeguata per l’iscrizione e la frequenza ai corsi.

  • Dall’indagine – molto parziale – sui servizi offerti ai dottorandi, si evince che i docenti ritengono fondamentale assicurare un livello di servizio minimo ai dottorandi di ricerca. Purtroppo, a livello di ateneo, non solo non viene assicurato alcun livello di servizio minimo, ma esistono macroscopiche differenze tra le varie facoltà e, talvolta, anche tra  curriculum differenti all’interno della medesima facoltà.

  • Ci preme, infine, osservare che la comunicazione tra rappresentanti e rappresentati per quanto riguarda l’operato degli organi decisionali dell’ateneo non sembra operare all’ottimo. Tale comunicazione, infatti, sembra funzionare – molto parzialmente – soltanto per i professori ordinari, mentre ricercatori e professori associati hanno appreso la notizia tramite il canale classico del passaparola tra colleghi e le comunicazioni di ADI Ancona.

Scarica il rapporto completo in formato pdf (6.1 MB).








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