Le risposte dei candidati alla lettera di ADI-Ancona

30 05 2015

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Il 13 maggio abbiamo inviato una lettera aperta ai candidati alla carica di Presidente della Regione Marche, in cui abbiamo raccontato loro la difficile situazione occupazionale dei tanti giovani ricercatori marchigiani. Si tratta di dottori di ricerca formati negli Atenei delle Marche che non riuscendo a trovare lavoro né all’interno delle università né nel settore pubblico o nelle aziende sono spesso costretti a cambiare lavoro o a trasferirsi in altre regioni italiane, o a proseguire l’attività di ricerca all’estero. Nella lettera abbiamo chiesto ai candidati di mettere al centro delle politiche regionali la ricerca e l’innovazione, per non sprecare più la professionalità dei tanti giovani ricercatori e per saperne utilizzare la progettualità allo scopo di rendere questa regione finalmente all’avanguardia.

Nei giorni scorsi abbiamo cercato di dare la massima visibilità alla lettera pubblicandola su questo blog, sulla nostra pagina facebook, e su vari quotidiani online (VivereAncona e AnconaToday).
Dei cinque candidati che abbiamo contattato soltanto in due, Edoardo Mentrasti (candidato per Altre Marche) e Gianni Maggi (candidato per il Movimento 5 Stelle), ci hanno inviato una risposta,  che riportiamo di seguito.

EDOARDO MENTRASTI. <<La spesa regionale per la ricerca per addetto e per abitante sul PIL è inferiore alla media italiana già di per se molto bassa (0,8% Marche; 1,3 Italia; 2,05 UE).
C’è una mancanza di regia, uno scarso coordinamento fra le imprese (reti), Centri Servizi
, Poli tecnologici,  Università che meriterebbero una radicale riorganizzazione. E’ necessaria una legge regionale su istruzione-formazione-lavoro per lottare contro la dispersione scolastica, aumentare i diplomati e laureati, spingere la formazione continua. La formazione attuale spesso si risolve in spreco di spesa (utile solo ai formatori). E’ determinante riscrivere le priorità (definite dalla precedente Giunta, senza alcuna partecipazione reale) nelle linee di progettazione e di utilizzo dei fondi europei. Tenere conto della reale integrazione, nelle strategie generali e nelle loro traduzioni concrete, di imprese, scuole e università, istituzioni locali; favorendo veri e propri “parchi di ricerca” seriamente radicati nei diversi territori della Regione, mettendo a disposizione le competenze amministrative, come elemento di agevolazione. Da questo punto di vista, occorre ripensare ed indirizzare la scelta dei Distretti Culturali Evoluti, alzando il livello della loro funzione strategica e contemporaneamente, della loro incidenza concreta.>>

GIANNI MAGGI. <<Chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma la campagna elettorale porta al limite della resistenza fisica e psicologica, ma per fortuna noi del Movimento siamo robusti e determinati.
“I tagli alla ricerca” non solo “stanno ormai compromettendo il futuro di intere generazioni di ricercatori” ma stanno compromettendo il futuro stesso del nostro paese costringendolo ad una sudditanza verso altre nazioni che sulla ricerca stanno investendo.
Per questo il Movimento e io personalmente ci impegniamo a “mettere al centro della politica regionale i temi della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico” con norme che attribuiscano ulteriore punteggio ai dottori di ricerca in concorsi pubblici trasparenti in cui si privilegino professionalità e competenze e non “vicinanza politica”; che incentivino le imprese, anche con agevolazioni contributive e fiscali, a servirsi dei giovani ricercatori; a tutelare la dignità e la professionalità del ricercatore con una retribuzione che venga considerata un investimento rivolto allo sviluppo del paese.
Noi del Movimento abbiamo messo come cardine del nostro programma la “partecipazione responsabile” per ascoltare i bisogni e le esigenze e formulare leggi che ne tengano conto. Quindi questo nostro incontro epistolare non dovrà terminare con la campagna elettorale ma dovrà avere sviluppi concreti quando il Movimento entrerà per la prima volta in regione.
Grazie e un cordiale saluto, Gianni Maggi – candidato presidente della regione Marche per il Movimento 5 Stelle.>>

Nessuna risposta ci è arrivata invece dagli altri tre candidati, cioè Francesco Acquaroli (candidato per Lega Nord e Fratelli d’Italia), Luca Ceriscioli (candidato per il Partito Democratico) e Gian Mario Spacca (candidato per Marche2020). Se ciò sia dovuto a poca attenzione nei confronti del tema della ricerca oppure ai molti impegni della campagna elettorale, non siamo in grado di saperlo. Siamo infatti consapevoli che per i candidati questo sia stato un periodo particolarmente intenso, tuttavia rileviamo che alcuni hanno saputo e voluto dire la loro sul tema.

In ogni caso, qualsiasi sarà l’esito delle elezioni, ci auguriamo di proseguire con tutti i candidati il dialogo iniziato con questa lettera.

Buon voto a tutti!

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Lettera dei giovani ricercatori ai candidati a presidente della Regione Marche

15 05 2015

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Ancona, 13 maggio 2015

Alla cortese attenzione dei candidati alla Presidenza della Regione Marche

Caro candidato,

Ti scrivo a nome della sede di Ancona dell’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani (ADI), un’associazione apartitica e senza scopo di lucro che si impegna a tutelare ed estendere i diritti di dottorandi e giovani ricercatori ed a valorizzare il titolo di Dottore di Ricerca. La nostra sede regionale opera all’interno dell’Università Politecnica delle Marche e rappresenta dottorandi e dottori di ricerca che lavorano come giovani ricercatori sia all’interno del mondo universitario sia all’esterno, nel settore pubblico e in quello industriale e dei servizi.

Come sai, la ricerca scientifica riveste un ruolo di importanza fondamentale per il futuro del nostro paese. Maggiori investimenti potrebbero far uscire l’Italia dalla crisi come un paese tecnologicamente avanzato e al passo con gli altri paesi dell’Unione Europea; purtroppo, però, in questi anni la politica è andata in senso inverso, ed i tagli alla ricerca stanno ormai compromettendo il futuro di intere generazioni di giovani ricercatori. Leggi il seguito di questo post »





Chi ricerca (cosa) trova? @ Economia

9 04 2015

Data la numerosa partecipazione all’incontro “Chi ricerca (cosa) trova?” organizzato a febbraio ad Ingegneria, abbiamo organizzato un secondo incontro, questa volta alla facoltà di Economia, che si terrà Giovedì 16 aprile alle ore 10:00 in aula T3. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con i prof. Caterina Lucarelli e Riccardo Lucchetti e dedicata ai dottorandi ed agli assegnisti di ricerca, è orientata a capire meglio come funziona il dottorato e la ricerca universitaria. Parleremo di come si valuta e come viene finanziata la ricerca universitaria, come è strutturata la carriera accademica, quali sono le prospettive lavorative per i dottori di ricerca e quali diritti e doveri hanno i dottorandi.
incontro_16_aprile

Scarica il volantino (pdf)





Chi ricerca (cosa) trova? @ Ingegneria

17 02 2015

ADI Ancona organizza un evento dedicato ai dottorandi , dal titolo “Chi ricerca (cosa) trova?”, che si terrà Giovedì 19 febbraio alle ore 15:30 in aula 160/3 ad Ingegneria.
Durante l’incontro, che è orientato a capire meglio come funziona il dottorato e la ricerca universitaria, parleremo di come si valuta e come viene finanziata la ricerca universitaria, come è strutturata la carriera accademica, quali sono le prospettive lavorative per i dottori di ricerca ed i diritti e i doveri dei dottorandi.

Non mancare!
volantino_nuovidottorandi

Scarica la locandina (pdf)





4° Assemblea Annuale ADI-Ancona

7 05 2014

ADI Ancona invita tutti i dottorandi ed i dottori di ricerca dell’Università Politecnica delle Marche all’Assemble Annuale, che si terrà:

GIOVEDÌ 8 MAGGIO
dalle ore 17:30 alle 19:00
presso l’aula 160/2 (Ingegneria)

L’aula 160/2 è la seconda aula a partire dall’ingresso, alla quota della portineria. In caso di difficoltà a raggiungerla, è possibile chiedere indicazioni al personale in portineria.

Al termine della riunione ci sposteremo in centro per un aperitivo, a cui tutti sono invitati a partecipare.

L’ordine del giorno è il seguente:

  1. Resoconto dell’incontro col Rettore del venerdì 30 aprile.
  2. Resoconto delle attività dell’associazione nel periodo aprile 2013 / maggio 2014, e programma della attività per i prossimi mesi.
  3. Presentazione dei candidati alle prossime elezioni dei rappresentanti dei dottorandi.
  4. Varie ed entuali.
  5. Iscrizione e rinnovo delle tessere. I soci potranno rinnovare la tessera, e gli interessati potranno iscriversi la prima volta. La tessera ha un costo di 10€ e ha validità annuale. Solo i soci avranno diritto di voto per quanto riguarda i punti 6 e 7 dell’ordine del giorno.
  6. Proposta di rinnovo del regolamento della sede locale.
  7. Rinnovo delle cariche associative per il 2014.

Tutti i soci sono pregati di partecipare alla riunione. In caso di assenza, è possibile delegare un altro socio per esprimere il proprio voto durante la riunione; in tal caso, è opportuno inviare una email a ancona@dottorato.it.

Vi aspettiamo numerosi!





Corso di “Debian Mantainer”

1 05 2014

debian_maintainerLa nostra associazione è lieta di invitare tutti gli interessati al mondo del software libero ad un corso dal titolo “Debian Mantainer”, promosso assieme all’associazione studentesca Gulliver, che ne cura l’organizzazione, BeFair e FLOSS Marche.

L’iniziativa nasce da una collaborazione nata durante l’organizzazione della “Conferenza Nazionale sul Software Libero” (CONFSL), che si è tenuta presso la Facoltà di Ingegneria nel 2012, di cui ADI-Ancona ha curato gli aspetti organizzativo/logistici assieme ad altre associazioni.

Il corso è gratuito e prevede un ciclo di tre incontri che si terranno tra maggio e giugno, tenuti da Andrea Colangelo (Debian Developer e Ubuntu Developer).
Per maggiori informazioni e per l’iscrizione vi invitiamo a consultare la pagina dell’evento: http://www.gulliver.univpm.it/eventi/corso-debian-maintainer/





Contribuzione For Dummies: storia, ragioni e pericoli della “tassa sul talento”

2 11 2013

Sommario (per chi va di fretta)

  • A seguito del Consiglio di Amministrazione (CdA)Contribuzione for dummies del 28/06/2013, i dottorandi borsisti del XV ciclo e successivi sono tenuti al pagamento di un contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato pari a 1051.38 €. Nel contributo, una quota di 888.38 € è destinata a finire nelle casse dell’Università Politecnica delle Marche. Solo tre atenei in tutta Italia prevedono un contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi da parte dei dottorandi borsisti.

  • ADI Ancona si è immediatamente attivata per far fronte a questa palese ingiustizia nei confronti dei dottorandi di ricerca. Diverse mail sono state inviate ai rappresentanti in Consiglio di Amministrazione e in Senato Accademico, e tutti i docenti universitari sono stati portati a conoscenza della novità. I colleghi del XV ciclo sono stati informati per mezzo di poster e grazie all’aiuto dei coordinatori dei vari curriculum di dottorato. Infine ADI Ancona ha chiesto che si discutesse del problema nel Senato e nel CdA di ottobre.

  • Tuttavia il prof. Marco Pacetti, ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, ha preferito che ad occuparsi del problema fosse il nuovo rettore, prof. Sauro Longhi. In ultima analisi, infatti, si tratta di una decisione politica sulla contribuzione dovuta dai dottorandi, che secondo il prof. Pacetti non poteva essere presa da un rettore negli ultimi giorni del suo mandato.
  • Il prof. Sauro Longhi si è dimostrato sin da subito ricettivo nei confronti delle nostre rivendicazioni. In prima battuta, dopo aver ascoltato le nostre ragioni, ci ha proposto una “misura compensativa”, che prevede un forte incremento della rata di borsa di studio (fino al 75%) per chi sceglie di svolgere un periodo di ricerca all’estero, accompagnando la misura ad una normativa atta ad incentivare fortemente il soggiorno all’estero anche per i dottorati cofinanziati.
  • Purtroppo, esistono dei vincoli normativi che rendono la proposta del prof. Longhi di difficile attuazione.
  • ADI-Ancona chiede che il CdA riconsideri la sua decisione, prevedendo per quest’anno l’esonero totale dal contributo. In particolare chiede che la seconda rata sia abolita e la prima venga rimborsata contestualmente ad una rata della borsa di studio. Abbiamo formulato una proposta in tal senso al prossimo rettore, smontando i vincoli normativi opposti dall’amministrazione e ipotizzando coperture alternative per il budget di ricerca aggiuntivo del 10%, previsto dal nuovo decreto ministeriale sul dottorato e riservato ai singoli dottorandi, che ci pare sia all’origine del problema.
  • Nel frattempo, anche attraverso i comunicati di ADI Ancona, la stampa è giunta a conoscenza della vicenda. Articoli sulla nuova “tassa sul talento” sono già usciti su varie testate locali online, AnconaToday, Ancona24Ore e VivereAncona, rispettivamente il 7, 10 e 17 ottobre. Giovedì 10 ottobre un lungo articolo sulla questione tassazione è apparso sull’edizione locale de “Il Resto del Carlino”, che ha anche ospitato una replica del prossimo rettore, prof. Sauro Longhi. Si è occupato della vicenda anche Corrado Zunino, illustre firma de “La Repubblica” in una rubrica online dal titolo “Gli eroi quotidiani dei dottorati gratis“, sul quotidiano del 28 ottobre. Infine un articolo a firma di Francesco Vitucci, Segretario Nazionale ADI, è stato ospitato su ROARS, una testata online sui problemi dell’università e della ricerca, molto seguita nel mondo accademico.

1 – Storia di un’ingiustizia

La storia della “tassa sul talento” inizia l’8/2/2013, quando il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) vara il nuovo decreto ministeriale sul dottorato di ricerca (DM 45/2013). Dal punto di vista dei dottorandi del prossimo ciclo, le principali novità contenute nel DM sono due:

  1. L’introduzione di un budget pari al 10% della borsa di dottorato per finanziare attività di ricerca, di competenza del dottorando medesimo.
  2. L’abrogazione del precedente decreto sul dottorato (DM 224/99), che, all’art.7 comma 3 prevedeva l’obbligo di esonero dalla contribuzione per l’accesso e la frequenza ai corsi per i titolari di borsa di studio.

Concentriamoci, per ora, su questo secondo punto. Il DM 45/2013 parla di tasse e contributi solo per dire che essi devono essere chiaramente indicati nel bando per l’accesso ai corsi di dottorato. Essendo abrogata l’esenzione obbligatoria per i titolari borsa di studio, ne consegue che gli atenei vengono lasciati liberi di decidere, in piena autonomia, se esigere un contributo dai borsisti o meno.

Il 6/5/2013 il DM 45/2013 è pubblicato in Gazzetta Ufficiale e risulta quindi pienamente in vigore.

Il 17/5/2013 si riunisce il Consiglio di Amministrazione (CdA) dell’Università Politecnica delle Marche. All’inizio del CdA il rettore comunica all’assemblea che il nuovo decreto ministeriale sul dottorato è entrato in vigore da pochi giorni; questo comporta la necessità di riformulare il regolamento di dottorato dell’ateneo per adeguarsi alla nuova legge.

Tra gli altri temi affrontati nel corso di quella assemblea, il CdA discute dei livelli di tassazione e contribuzione dovuta dagli studenti. Viene quindi approvata la delibera 164 [1], che lascia sostanzialmente inalterati i livelli di tassazione. In altre parole, il CdA decide di mantenere l’esonero per i titolari di borsa di studio.

Il 3/6/2013 il CdA torna a riunirsi per l’approvazione del bilancio. Viene approvato con “piena soddisfazione” dell’assemblea un consuntivo che certifica un avanzo di bilancio di ben 8 milioni di euro (delibere n.179 e 180) [2].

Il 28/6/2013 si riunisce nuovamente il CdA. Tra i punti all’ordine del giorno, troviamo l’approvazione del nuovo regolamento di dottorato [3], e del bando di selezioni pubblica per il XV ciclo del dottorato di ricerca [4]. Entrambi i documenti vengono approvati all’unanimità, senza che dai verbali risulti nessuna discussione degna di nota.

Ma cosa ha approvato il CdA? Scendiamo nel dettaglio. L’art.12 del nuovo regolamento del dottorato di ricerca, recita testualmente:

“Il versamento dei suddetti contributi spetta a tutti i dottorandi, con esclusione di coloro che in base al possesso di determinati requisiti, posizioni e/o condizioni sono beneficiari dell’esonero da tasse e contributi e dei titolari di borse di studio esterne all’Ateneo che prevedono espressamente tale esonero.”

La formulazione di questo articolo è indubbiamente fumosa: quali sono le possibili posizioni e condizioni che determinano l’esonero? Non valeva la pena elencarle esplicitamente? E quali sono le borse di studio esterne all’ateneo che possono essere esonerate?

I dubbi restano anche dopo la lettura del bando di concorso. All’art.10 comma 2 del bando, troviamo infatti:

“Sono esonerati dal pagamento del contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi, pari a euro 895,38, i titolari di borsa di studio che preveda espressamente tale esonero”

Ma quali sono, infine, queste “borse di studio che prevedono espressamente tale esonero”? Il dubbio lo abbiamo risolto solo con una telefonata alla Ripartizione Dottorato di Ricerca: nessuna. Tutte le borse sono soggette al pagamento del contributo, ad eccezione di quelle del Ministero degli Affari Esteri.

Ma come è possibile, se solo il 17/5 il CdA aveva deciso di esentare i titolari di borsa di studio dal pagamento? Beh, è molto semplice: basta cambiare idea. Nella delibera 204 del 28/6, infatti, ecco cosa decide il CdA [4]:

“I) di estendere, in attuazione del nuovo regolamento di Ateneo, le tasse e i contributi per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato determinati con propria delibera n.164 del 17.5.13 in euro 1050.00 annui anche ai titolari di borsa di studio […]”

Ed ecco qui, nero su bianco, la prova del cambio di linea da parte del CdA.

Ricostruire questa storia non è stato semplice. Contrariamente a quanto avviene in molti altri atenei italiani, infatti, l’Università Politecnica delle Marche non rende disponibili sul web i verbali delle sedute degli organi amministrativi; è stato quindi necessario chiedere, a più riprese, i verbali di diverse sedute del CdA.

Prima che avessimo un quadro chiaro della vicenda, la decisione del CdA riguardo la contribuzione ci è stata presentata come frutto di un “infortunio”, di una “malaugurata coincidenza” tra la decisione del 17/05 e l’arrivo di un decreto ministeriale di segno opposto, che ha costretto l’amministrazione a rivedere i suoi piani. Ancora oggi questa è la versione che circola con insistenza tra gli strutturati. Dopo aver ricostruito quelli che sono i fatti, ADI Ancona è convinta che l’estensione del contributo ai borsisti sia frutto di una precisa scelta dell’ateneo, che prima ha costruito un regolamento di dottorato “su misura” per questa decisione, e poi l’ha posta in essere nel bando per il XV ciclo. Anche ammettendo per assurdo che la delibera 164 del 17/05 abbia legato le mani all’ateneo sulle successive decisioni (ipotesi che riteniamo del tutto infondata), tale delibera è stata adottata successivamente alla pubblicazione del DM 45/2013 sulla Gazzetta Ufficiale. Il CdA, dunque, non poteva ingnorare né l’esistenza né il dettato del decreto.

Solo altri 2 atenei in tutta Italia [5] hanno operato questa scelta. Ma perché UNIVPM ha preso questa decisione? Noi un sospetto ce l’abbiamo: ricordate il budget pari al 10% della borsa di cui parlavamo all’inizio? Bene: siamo pronti a dimostrare con due conti che l’ateneo pagherà quel budget ai dottorandi con i soldi degli stessi dottorandi.

2 – I forzieri dell’ateneo

È arrivato il momento, dunque, di fare i conti in tasca all’ateneo. Quanti soldi ricava l’Università Politecnica delle Marche da questa nuova contribuzione? Sarete sorpresi: una somma ridicola.

Quest’anno il nostro ateneo bandisce ben 192 posti di dottorato di ricerca. Solo 119 sono coperti da una borsa di studio, grazie a varie fonti di finanziamento (non ultima quella relativa al bando regionale EUREKA). Poiché, purtroppo, i dottorandi senza borsa erano costretti a pagare 1051.38 euro già dallo scorso anno [6], le maggiori entrate all’ateneo sono dovute soltanto al contributo che verseranno i dottorandi titolari di borsa di studio. L’ammontare di queste maggiori entrate è pari a:

1051.38 € x 119 = 125114.22 €

Da tale somma, bisogna però detrarre il contributo ERSU (pari a 140 euro per ogni dottorando), l’imposta di bollo (16 euro), e l’assicurazione obbligatoria (7 euro). Dunque i dottorandi del XV ciclo faranno affluire maggiori entrate nelle casse dell’ateneo per:

125114.22 – (140+16+7)*119 = 105717.22 €

Tra tre anni, quando questa contribuzione sarà a regime, le entrate nelle casse dell’ateneo saranno pari a:

105717.22 € x 3 = 317151.66 €

Questo nell’ipotesi che il numero di borsisti rimanga stabile nei prossimi anni; tuttavia, se il trend si mantiene costante, nell’immediato futuro le borse di studio non potranno che diminuire. Sotto questa ipotesi, dunque, la contribuzione produrrebbe a regime un flusso di cassa positivo di poco superiore ai 270000 euro.

Tale somma è pari a poco più dello 0.5% delle entrate proprie (dovute cioè alle sole fonti di finanziamento interne dell’ateneo: affitti riscossi da altri enti, tassazioni, contributi, etc…), ed è ancora più risibile se mettiamo in conto anche il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), che ammontava, per l’anno 2012, a 69.857.366 euro. In questo modo la contribuzione dovuta dai dottorandi borsisti andrebbe a costituire lo 0.22% del totale delle entrate dell’ateneo.

Questo per quanto riguarda le entrate. Ma come abbiamo visto, a causa del budget del 10% previsto dal DM 45/2013, l’ateneo ha anche delle uscite. A quanto ammontano? È presto detto. La borsa di dottorato vale, per quest’anno, 13638.47 euro. Il 10% della borsa è pari a 1363.85 euro. Se moltiplichiamo questa cifra per il totale dei borsisti, otteniamo:

1363.85 € x 119 = 162298.15 €

Poiché il regolamento ministeriale prevede che il budget sia erogato per il secondo e terzo anno del dottorato, tale cifra va moltiplicata per 2. Otteniamo quindi:

162250.55 € x 2 = 324596.30 €

Questa stima è valida sempre se ipotizziamo che il numero dei borsisti si mantenga costante nei prossimi anni.

Confrontando la cifra relativa alle maggiori entrate e quella relativa alle maggiori uscite, si può notare che sono più o meno equivalenti. Come spiegare questo strano fatto? Di solito, l’ipotesi più semplice è anche quella giusta: non sarà forse che l’ateneo ha deciso che il budget del 10% se lo devono pagare i dottorandi con i loro soldi?

3 – Quale futuro per il dottorato?

È davvero questo il motivo alla base di questo assurdo provvedimento? Se così fosse chiediamo all’amministrazione di avere il coraggio di assumersi le sue responsabilità, e di dichiarare pubblicamente che l’imposizione della “tassa sul talento” è una scelta politica. Non potrebbe che essere così, vista la florida situazione economica del nostro ateneo, che il passato rettore, prof. Marco Pacetti, vantava con giustificato orgoglio [7]. L’Università Politecnica delle Marche non ha alcun bisogno dei soldi dei dottorandi per far fronte a questa spesa imprevista. Se queste sono le ragioni che hanno ispirato questa decisione, significa che l’Università Politecnica delle Marche non vuole investire sul dottorato di ricerca, e non ha alcun interesse a costruire assieme alle associazioni di categoria un percorso che valorizzi il titolo e ne aumenti la spendibilità nel contesto regionale e nazionale.

Quale futuro per il dottorato e per l’ateneo possiamo intuire da questa scelta? È facile prevedere che la “tassa sul talento” produrrà effetti negativi sull’intero ateneo:

  • la platea degli aspiranti al dottorato di ricerca diminuirà, restringendosi agli studenti che non sperimentano situazioni di difficoltà economica;
  • gli studenti che arrivano da fuori regione avranno maggiori difficoltà nell’accesso al dottorato di ricerca, avendo a loro carico anche le spese dell’affitto;
  • il tasso di dottorandi che abbandoneranno gli studi aumenterà, in quanto i dottorandi più capaci saranno facilmente tentati da offerte lavorative molto più vantaggiose, dal punto di vista economico, del dottorato di ricerca;
  • gli studenti migliori potrebbero decidere di non proseguire la loro carriera nella ricerca, o di proseguirla altrove, nel caso peggiore addirittura all’estero (ricordiamo, giusto per fare un esempio, che nei paesi di lingua tedesca i dottorandi ricevono borse molto più sostanziose di quella italiana e non sono soggetti ad alcuna tassazione);
  • tutto questo rischia di innescare una paradossale “selezione tra i peggiori” che, in epoca di ANVUR e VQR, può portare ad una pericolosa spirale verso il peggioramento della qualità dell’ateneo. Con meno dottorandi, si avrà meno ricerca; con meno ricerca si avranno meno finanziamenti; con meno finanziamenti l’ateneo sarà costretto ad aumentare le tasse a carico di studenti e dottorandi. E così via, in un circolo vizioso molto difficile da spezzare.

Ma non vogliamo credere che questo sia vero. Sarebbe davvero troppo cinico pensare che i discorsi sull’importanza dell’innovazione e sulla capacità dell’ateneo di far fruttare il talento dei giovani siano solo vuota retorica. Vogliamo credere che tutto questo sia un banale incidente di percorso, un piccolo inciampo, un ostacolo che dobbiamo superare tutti insieme.

È per questo che chiediamo al Magnifico Rettore, prof. Sauro Longhi, ed a tutti i membri del CdA e del Senato Accademico di ragionare insieme su un percorso che ci porti ad uscire dall’impasse. Per ADI-Ancona la strada maestra resta quella di rivedere la decisione sul contributo, eliminando la seconda rata e studiando un meccanismo di rimborso per la prima. Siamo consapevoli che esistono stretti vincoli di legge, che impongono il rispetto di parametri ben precisi nel bilancio dell’ateneo; abbiamo elaborato quindi delle proposte per reperire fondi utili a finanziare questo minuscolo investimento nella ricerca. Abbiamo già avuto occasione di esporre tali proposte al rettore, e avremo piacere di discuterne con tutti i membri del CdA e del Senato Accademico, se lo riterranno opportuno.

Insomma, cosa vogliono questi dottorandi? Nulla, se non poter collaborare con tutti, strutturati e non, per rendere l’Università Politecnica delle Marche un posto in cui si possa essere orgogliosi di lavorare.

Riferimenti:

[1] Delibera n.164 del CdA del 17/05/2013.

[2] Delibere n.179 e 180 del CdA del 3/06/2013.

[3] Delibera n.202 del CdA del 28/06/2013. Il nuovo regolamento di dottorato è consultabile online.

[4] Delibera n.203 del CdA del 28/06/2013. Il bando di selezione pubblica per l’ammissione ai corsi di dottorato di ricerca del XV ciclo è consultabile online.

[5] Indagine ADI-Ancona sulla tassazione/contribuzione sui dottorandi di ricerca in vigore negli atenei italiani, non ancora pubblicata ufficialmente ma consultabile cliccando qui.

[6] Come risulta dal bando del XIV ciclo, purtroppo non più reperibile online, ma consultabile cliccando qui. Per maggiori dettagli sulle iniziative che, nel corso degli anni, ADI-Ancona ha portato avanti sul tema del dottorato senza borsa, si rinvia a questa pagina.

[7] Comunicato stampa dell’ateneo del 18/06/2013, reperibile online.








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