ADI-Ancona alla Notte dei Ricercatori

23 09 2014

logo quadratoVenerdì 26 settembre si terrà ad Ancona, L’Aquila e Perugia Sharper- La Notte dei Ricercatori, un’iniziativa co-finanziata dalla Comunità Europea per avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca.

Ad Ancona, a partire dalla 17:00, ci saranno in piazza conferenze, esibizioni, laboratori, caffé scientifici organizzati dai ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche.

Anche ADI-Ancona parteciperà all’iniziativa con un banchetto sul tema “Le prospettive dei giovani ricercatori in Italia”. Potete trovarci a Piazza Roma dalle 17:00. Vi racconteremo chi è e che cosa fa un giovane ricercatore e quali sono le sue prospettive lavorative in Italia ed in Europa.

Non mancate!

INFO:





Vittoria! Abolita la “tassa sul talento”

12 06 2014

Tasse_cancellateDopo mesi di lettere, petizioni, indagini approfondite sulla situazione nelle altre università italiane e sul parere di chi lavora all’università, il costante impegno di ADI Ancona è stato premiato. Il 10 giugno scorso, infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’Università Politecnica delle Marche ha finalmente accettato le nostre richieste ed ufficializzato la completa abolizione della “tassa sul talento”, l’odioso contributo di 1051,38 euro imposto ai dottorandi.

ADI Ancona esprime forte soddisfazione per questo risultato, che speriamo possa costituire l’inizio di una nuova strategia per il Dottorato di Ricerca, e porti ad una maggiore attenzione verso le esigenze dei giovani ricercatori, nel nostro e in tutti gli atenei d’Italia.

Le questioni aperte sono ancora molte, a partire dal trattamento differenziato per i dottorandi non borsisti, che continueranno a pagare un contributo per l’iscrizione, sia pure ridotto e reso proporzionale al reddito attraverso il parametro ISEE. Il superamento del dottorato senza borsa, attraverso la copertura economica – chiaramente indicata nel bando – con borse regionali o assegni potrebbe rappresentare la soluzione a questo annoso problema.

ADI Ancona ringrazia il Rettore, Prof. Sauro Longhi, per la sensibilità dimostrata verso le nostre istanze, e tutti i membri del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Ringraziamo inoltre i docenti che hanno appoggiato, anche privatamente, le nostre proposte. Infine, un enorme grazie anche a tutti i colleghi e alle associazioni studentesche che ci hanno aiutato e sostenuto, attraverso i loro rappresentanti negli organi istituzionali, nel corso di questa battaglia.

ADI Ancona continuerà a impegnarsi presso l’amministrazione universitaria, con l’obiettivo di valorizzare il Dottorato di Ricerca dentro e fuori l’università, e di migliorare le condizioni lavorative di tutti i giovani ricercatori.

«Il valore di precedente di questo grande risultato di ADI Ancona rappresenta un’arma in più per fermare la diffusione della piaga della tassazione sui borsisti e per imprimere una potente accelerazione al processo di abolizione di ogni tassa sul Dottorato» ha commentato Antonio Bonatesta, Segretario nazionale ADI.





Contribuzione For Dummies: storia, ragioni e pericoli della “tassa sul talento”

2 11 2013

Sommario (per chi va di fretta)

  • A seguito del Consiglio di Amministrazione (CdA)Contribuzione for dummies del 28/06/2013, i dottorandi borsisti del XV ciclo e successivi sono tenuti al pagamento di un contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato pari a 1051.38 €. Nel contributo, una quota di 888.38 € è destinata a finire nelle casse dell’Università Politecnica delle Marche. Solo tre atenei in tutta Italia prevedono un contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi da parte dei dottorandi borsisti.

  • ADI Ancona si è immediatamente attivata per far fronte a questa palese ingiustizia nei confronti dei dottorandi di ricerca. Diverse mail sono state inviate ai rappresentanti in Consiglio di Amministrazione e in Senato Accademico, e tutti i docenti universitari sono stati portati a conoscenza della novità. I colleghi del XV ciclo sono stati informati per mezzo di poster e grazie all’aiuto dei coordinatori dei vari curriculum di dottorato. Infine ADI Ancona ha chiesto che si discutesse del problema nel Senato e nel CdA di ottobre.

  • Tuttavia il prof. Marco Pacetti, ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, ha preferito che ad occuparsi del problema fosse il nuovo rettore, prof. Sauro Longhi. In ultima analisi, infatti, si tratta di una decisione politica sulla contribuzione dovuta dai dottorandi, che secondo il prof. Pacetti non poteva essere presa da un rettore negli ultimi giorni del suo mandato.
  • Il prof. Sauro Longhi si è dimostrato sin da subito ricettivo nei confronti delle nostre rivendicazioni. In prima battuta, dopo aver ascoltato le nostre ragioni, ci ha proposto una “misura compensativa”, che prevede un forte incremento della rata di borsa di studio (fino al 75%) per chi sceglie di svolgere un periodo di ricerca all’estero, accompagnando la misura ad una normativa atta ad incentivare fortemente il soggiorno all’estero anche per i dottorati cofinanziati.
  • Purtroppo, esistono dei vincoli normativi che rendono la proposta del prof. Longhi di difficile attuazione.
  • ADI-Ancona chiede che il CdA riconsideri la sua decisione, prevedendo per quest’anno l’esonero totale dal contributo. In particolare chiede che la seconda rata sia abolita e la prima venga rimborsata contestualmente ad una rata della borsa di studio. Abbiamo formulato una proposta in tal senso al prossimo rettore, smontando i vincoli normativi opposti dall’amministrazione e ipotizzando coperture alternative per il budget di ricerca aggiuntivo del 10%, previsto dal nuovo decreto ministeriale sul dottorato e riservato ai singoli dottorandi, che ci pare sia all’origine del problema.
  • Nel frattempo, anche attraverso i comunicati di ADI Ancona, la stampa è giunta a conoscenza della vicenda. Articoli sulla nuova “tassa sul talento” sono già usciti su varie testate locali online, AnconaToday, Ancona24Ore e VivereAncona, rispettivamente il 7, 10 e 17 ottobre. Giovedì 10 ottobre un lungo articolo sulla questione tassazione è apparso sull’edizione locale de “Il Resto del Carlino”, che ha anche ospitato una replica del prossimo rettore, prof. Sauro Longhi. Si è occupato della vicenda anche Corrado Zunino, illustre firma de “La Repubblica” in una rubrica online dal titolo “Gli eroi quotidiani dei dottorati gratis“, sul quotidiano del 28 ottobre. Infine un articolo a firma di Francesco Vitucci, Segretario Nazionale ADI, è stato ospitato su ROARS, una testata online sui problemi dell’università e della ricerca, molto seguita nel mondo accademico.

1 – Storia di un’ingiustizia

La storia della “tassa sul talento” inizia l’8/2/2013, quando il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) vara il nuovo decreto ministeriale sul dottorato di ricerca (DM 45/2013). Dal punto di vista dei dottorandi del prossimo ciclo, le principali novità contenute nel DM sono due:

  1. L’introduzione di un budget pari al 10% della borsa di dottorato per finanziare attività di ricerca, di competenza del dottorando medesimo.
  2. L’abrogazione del precedente decreto sul dottorato (DM 224/99), che, all’art.7 comma 3 prevedeva l’obbligo di esonero dalla contribuzione per l’accesso e la frequenza ai corsi per i titolari di borsa di studio.

Concentriamoci, per ora, su questo secondo punto. Il DM 45/2013 parla di tasse e contributi solo per dire che essi devono essere chiaramente indicati nel bando per l’accesso ai corsi di dottorato. Essendo abrogata l’esenzione obbligatoria per i titolari borsa di studio, ne consegue che gli atenei vengono lasciati liberi di decidere, in piena autonomia, se esigere un contributo dai borsisti o meno.

Il 6/5/2013 il DM 45/2013 è pubblicato in Gazzetta Ufficiale e risulta quindi pienamente in vigore.

Il 17/5/2013 si riunisce il Consiglio di Amministrazione (CdA) dell’Università Politecnica delle Marche. All’inizio del CdA il rettore comunica all’assemblea che il nuovo decreto ministeriale sul dottorato è entrato in vigore da pochi giorni; questo comporta la necessità di riformulare il regolamento di dottorato dell’ateneo per adeguarsi alla nuova legge.

Tra gli altri temi affrontati nel corso di quella assemblea, il CdA discute dei livelli di tassazione e contribuzione dovuta dagli studenti. Viene quindi approvata la delibera 164 [1], che lascia sostanzialmente inalterati i livelli di tassazione. In altre parole, il CdA decide di mantenere l’esonero per i titolari di borsa di studio.

Il 3/6/2013 il CdA torna a riunirsi per l’approvazione del bilancio. Viene approvato con “piena soddisfazione” dell’assemblea un consuntivo che certifica un avanzo di bilancio di ben 8 milioni di euro (delibere n.179 e 180) [2].

Il 28/6/2013 si riunisce nuovamente il CdA. Tra i punti all’ordine del giorno, troviamo l’approvazione del nuovo regolamento di dottorato [3], e del bando di selezioni pubblica per il XV ciclo del dottorato di ricerca [4]. Entrambi i documenti vengono approvati all’unanimità, senza che dai verbali risulti nessuna discussione degna di nota.

Ma cosa ha approvato il CdA? Scendiamo nel dettaglio. L’art.12 del nuovo regolamento del dottorato di ricerca, recita testualmente:

“Il versamento dei suddetti contributi spetta a tutti i dottorandi, con esclusione di coloro che in base al possesso di determinati requisiti, posizioni e/o condizioni sono beneficiari dell’esonero da tasse e contributi e dei titolari di borse di studio esterne all’Ateneo che prevedono espressamente tale esonero.”

La formulazione di questo articolo è indubbiamente fumosa: quali sono le possibili posizioni e condizioni che determinano l’esonero? Non valeva la pena elencarle esplicitamente? E quali sono le borse di studio esterne all’ateneo che possono essere esonerate?

I dubbi restano anche dopo la lettura del bando di concorso. All’art.10 comma 2 del bando, troviamo infatti:

“Sono esonerati dal pagamento del contributo per l’accesso e la frequenza ai corsi, pari a euro 895,38, i titolari di borsa di studio che preveda espressamente tale esonero”

Ma quali sono, infine, queste “borse di studio che prevedono espressamente tale esonero”? Il dubbio lo abbiamo risolto solo con una telefonata alla Ripartizione Dottorato di Ricerca: nessuna. Tutte le borse sono soggette al pagamento del contributo, ad eccezione di quelle del Ministero degli Affari Esteri.

Ma come è possibile, se solo il 17/5 il CdA aveva deciso di esentare i titolari di borsa di studio dal pagamento? Beh, è molto semplice: basta cambiare idea. Nella delibera 204 del 28/6, infatti, ecco cosa decide il CdA [4]:

“I) di estendere, in attuazione del nuovo regolamento di Ateneo, le tasse e i contributi per l’accesso e la frequenza ai corsi di dottorato determinati con propria delibera n.164 del 17.5.13 in euro 1050.00 annui anche ai titolari di borsa di studio […]”

Ed ecco qui, nero su bianco, la prova del cambio di linea da parte del CdA.

Ricostruire questa storia non è stato semplice. Contrariamente a quanto avviene in molti altri atenei italiani, infatti, l’Università Politecnica delle Marche non rende disponibili sul web i verbali delle sedute degli organi amministrativi; è stato quindi necessario chiedere, a più riprese, i verbali di diverse sedute del CdA.

Prima che avessimo un quadro chiaro della vicenda, la decisione del CdA riguardo la contribuzione ci è stata presentata come frutto di un “infortunio”, di una “malaugurata coincidenza” tra la decisione del 17/05 e l’arrivo di un decreto ministeriale di segno opposto, che ha costretto l’amministrazione a rivedere i suoi piani. Ancora oggi questa è la versione che circola con insistenza tra gli strutturati. Dopo aver ricostruito quelli che sono i fatti, ADI Ancona è convinta che l’estensione del contributo ai borsisti sia frutto di una precisa scelta dell’ateneo, che prima ha costruito un regolamento di dottorato “su misura” per questa decisione, e poi l’ha posta in essere nel bando per il XV ciclo. Anche ammettendo per assurdo che la delibera 164 del 17/05 abbia legato le mani all’ateneo sulle successive decisioni (ipotesi che riteniamo del tutto infondata), tale delibera è stata adottata successivamente alla pubblicazione del DM 45/2013 sulla Gazzetta Ufficiale. Il CdA, dunque, non poteva ingnorare né l’esistenza né il dettato del decreto.

Solo altri 2 atenei in tutta Italia [5] hanno operato questa scelta. Ma perché UNIVPM ha preso questa decisione? Noi un sospetto ce l’abbiamo: ricordate il budget pari al 10% della borsa di cui parlavamo all’inizio? Bene: siamo pronti a dimostrare con due conti che l’ateneo pagherà quel budget ai dottorandi con i soldi degli stessi dottorandi.

2 – I forzieri dell’ateneo

È arrivato il momento, dunque, di fare i conti in tasca all’ateneo. Quanti soldi ricava l’Università Politecnica delle Marche da questa nuova contribuzione? Sarete sorpresi: una somma ridicola.

Quest’anno il nostro ateneo bandisce ben 192 posti di dottorato di ricerca. Solo 119 sono coperti da una borsa di studio, grazie a varie fonti di finanziamento (non ultima quella relativa al bando regionale EUREKA). Poiché, purtroppo, i dottorandi senza borsa erano costretti a pagare 1051.38 euro già dallo scorso anno [6], le maggiori entrate all’ateneo sono dovute soltanto al contributo che verseranno i dottorandi titolari di borsa di studio. L’ammontare di queste maggiori entrate è pari a:

1051.38 € x 119 = 125114.22 €

Da tale somma, bisogna però detrarre il contributo ERSU (pari a 140 euro per ogni dottorando), l’imposta di bollo (16 euro), e l’assicurazione obbligatoria (7 euro). Dunque i dottorandi del XV ciclo faranno affluire maggiori entrate nelle casse dell’ateneo per:

125114.22 – (140+16+7)*119 = 105717.22 €

Tra tre anni, quando questa contribuzione sarà a regime, le entrate nelle casse dell’ateneo saranno pari a:

105717.22 € x 3 = 317151.66 €

Questo nell’ipotesi che il numero di borsisti rimanga stabile nei prossimi anni; tuttavia, se il trend si mantiene costante, nell’immediato futuro le borse di studio non potranno che diminuire. Sotto questa ipotesi, dunque, la contribuzione produrrebbe a regime un flusso di cassa positivo di poco superiore ai 270000 euro.

Tale somma è pari a poco più dello 0.5% delle entrate proprie (dovute cioè alle sole fonti di finanziamento interne dell’ateneo: affitti riscossi da altri enti, tassazioni, contributi, etc…), ed è ancora più risibile se mettiamo in conto anche il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), che ammontava, per l’anno 2012, a 69.857.366 euro. In questo modo la contribuzione dovuta dai dottorandi borsisti andrebbe a costituire lo 0.22% del totale delle entrate dell’ateneo.

Questo per quanto riguarda le entrate. Ma come abbiamo visto, a causa del budget del 10% previsto dal DM 45/2013, l’ateneo ha anche delle uscite. A quanto ammontano? È presto detto. La borsa di dottorato vale, per quest’anno, 13638.47 euro. Il 10% della borsa è pari a 1363.85 euro. Se moltiplichiamo questa cifra per il totale dei borsisti, otteniamo:

1363.85 € x 119 = 162298.15 €

Poiché il regolamento ministeriale prevede che il budget sia erogato per il secondo e terzo anno del dottorato, tale cifra va moltiplicata per 2. Otteniamo quindi:

162250.55 € x 2 = 324596.30 €

Questa stima è valida sempre se ipotizziamo che il numero dei borsisti si mantenga costante nei prossimi anni.

Confrontando la cifra relativa alle maggiori entrate e quella relativa alle maggiori uscite, si può notare che sono più o meno equivalenti. Come spiegare questo strano fatto? Di solito, l’ipotesi più semplice è anche quella giusta: non sarà forse che l’ateneo ha deciso che il budget del 10% se lo devono pagare i dottorandi con i loro soldi?

3 – Quale futuro per il dottorato?

È davvero questo il motivo alla base di questo assurdo provvedimento? Se così fosse chiediamo all’amministrazione di avere il coraggio di assumersi le sue responsabilità, e di dichiarare pubblicamente che l’imposizione della “tassa sul talento” è una scelta politica. Non potrebbe che essere così, vista la florida situazione economica del nostro ateneo, che il passato rettore, prof. Marco Pacetti, vantava con giustificato orgoglio [7]. L’Università Politecnica delle Marche non ha alcun bisogno dei soldi dei dottorandi per far fronte a questa spesa imprevista. Se queste sono le ragioni che hanno ispirato questa decisione, significa che l’Università Politecnica delle Marche non vuole investire sul dottorato di ricerca, e non ha alcun interesse a costruire assieme alle associazioni di categoria un percorso che valorizzi il titolo e ne aumenti la spendibilità nel contesto regionale e nazionale.

Quale futuro per il dottorato e per l’ateneo possiamo intuire da questa scelta? È facile prevedere che la “tassa sul talento” produrrà effetti negativi sull’intero ateneo:

  • la platea degli aspiranti al dottorato di ricerca diminuirà, restringendosi agli studenti che non sperimentano situazioni di difficoltà economica;
  • gli studenti che arrivano da fuori regione avranno maggiori difficoltà nell’accesso al dottorato di ricerca, avendo a loro carico anche le spese dell’affitto;
  • il tasso di dottorandi che abbandoneranno gli studi aumenterà, in quanto i dottorandi più capaci saranno facilmente tentati da offerte lavorative molto più vantaggiose, dal punto di vista economico, del dottorato di ricerca;
  • gli studenti migliori potrebbero decidere di non proseguire la loro carriera nella ricerca, o di proseguirla altrove, nel caso peggiore addirittura all’estero (ricordiamo, giusto per fare un esempio, che nei paesi di lingua tedesca i dottorandi ricevono borse molto più sostanziose di quella italiana e non sono soggetti ad alcuna tassazione);
  • tutto questo rischia di innescare una paradossale “selezione tra i peggiori” che, in epoca di ANVUR e VQR, può portare ad una pericolosa spirale verso il peggioramento della qualità dell’ateneo. Con meno dottorandi, si avrà meno ricerca; con meno ricerca si avranno meno finanziamenti; con meno finanziamenti l’ateneo sarà costretto ad aumentare le tasse a carico di studenti e dottorandi. E così via, in un circolo vizioso molto difficile da spezzare.

Ma non vogliamo credere che questo sia vero. Sarebbe davvero troppo cinico pensare che i discorsi sull’importanza dell’innovazione e sulla capacità dell’ateneo di far fruttare il talento dei giovani siano solo vuota retorica. Vogliamo credere che tutto questo sia un banale incidente di percorso, un piccolo inciampo, un ostacolo che dobbiamo superare tutti insieme.

È per questo che chiediamo al Magnifico Rettore, prof. Sauro Longhi, ed a tutti i membri del CdA e del Senato Accademico di ragionare insieme su un percorso che ci porti ad uscire dall’impasse. Per ADI-Ancona la strada maestra resta quella di rivedere la decisione sul contributo, eliminando la seconda rata e studiando un meccanismo di rimborso per la prima. Siamo consapevoli che esistono stretti vincoli di legge, che impongono il rispetto di parametri ben precisi nel bilancio dell’ateneo; abbiamo elaborato quindi delle proposte per reperire fondi utili a finanziare questo minuscolo investimento nella ricerca. Abbiamo già avuto occasione di esporre tali proposte al rettore, e avremo piacere di discuterne con tutti i membri del CdA e del Senato Accademico, se lo riterranno opportuno.

Insomma, cosa vogliono questi dottorandi? Nulla, se non poter collaborare con tutti, strutturati e non, per rendere l’Università Politecnica delle Marche un posto in cui si possa essere orgogliosi di lavorare.

Riferimenti:

[1] Delibera n.164 del CdA del 17/05/2013.

[2] Delibere n.179 e 180 del CdA del 3/06/2013.

[3] Delibera n.202 del CdA del 28/06/2013. Il nuovo regolamento di dottorato è consultabile online.

[4] Delibera n.203 del CdA del 28/06/2013. Il bando di selezione pubblica per l’ammissione ai corsi di dottorato di ricerca del XV ciclo è consultabile online.

[5] Indagine ADI-Ancona sulla tassazione/contribuzione sui dottorandi di ricerca in vigore negli atenei italiani, non ancora pubblicata ufficialmente ma consultabile cliccando qui.

[6] Come risulta dal bando del XIV ciclo, purtroppo non più reperibile online, ma consultabile cliccando qui. Per maggiori dettagli sulle iniziative che, nel corso degli anni, ADI-Ancona ha portato avanti sul tema del dottorato senza borsa, si rinvia a questa pagina.

[7] Comunicato stampa dell’ateneo del 18/06/2013, reperibile online.





Report dottorato in UNIVPM

9 01 2011

Nel corso dell’ultima riunione dell’Associazione è stato presentato un report sul dottorato di ricerca all’Università Politecnica delle Marche.

Oltre a descrivere la composizione della popolazione universitaria e la spesa sostenuta dall’Ateneo nel 2010 per le borse di dottorato, dal report si evince una costante e progressiva riduzione del numero di borse messe a bando.

In particolare i dati, che prendono in esame l’andamento del numero di borse di studio erogate negli ultimi cicli di dottorato incluso il 12° ciclo (che inizierà a gennaio 2011) mostrano una variazione nel numero di borse di studio erogate del -57% nel triennio 2009-2011, di molto superiore alla media nazionale del -30%.

In figura viene mostrato l’andamento del numero di posti per il dottorato di ricerca messi a bando da UNIVPM dal 9° al 12° ciclo (gli ultimi 4 anni): in blu i posti con borsa di studio ed in rosso quelli senza.

Si rileva un’accelerazione del trend negativo in corrispondenza del 12° ciclo.

 

Il report è disponibile in formato PDF cliccando sul seguente link:

report_dottorato_univpm








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